Nell’ambito delle attività del XV Laboratorio di Filologia Egizia che sto svolgendo a Cuneo, abbiamo iniziato la traduzione del terzo lavoro in programma: il testamento di Niut-nekhti.
Si tratta di tradurre i documenti che sono stati ritrovati in tempi diversi, ma che si rifanno ad uno stesso lascito testamentario. Oggi sono conservati all’Ashmolean Museum, University of Oxford (UK).

Il contenuto

La vicenda è datata durante il breve regno di Ramesse V (al trono 1149-1145 a.C., Nuovo Regno, XX dinastia) ed avvenne a Deir el Medina, il villaggio degli operai incaricati della costruzione delle tombe dei faraoni nella Valle dei Re.
La cittadina Niut-nekhti fa una dichiarazione davanti ad un consiglio o tribunale formato da diciotto membri della comunità. Queste persone garantivano la testimonianza di quanto veniva dichiarato facendo diventare, di pubblica conoscenza, un evento privato come ad esempio il lascito testamentario che è l’oggetto di questo studio. I testimoni erano i due capisquadra, due scribi, due disegnatori, sei operai e due direttori distrettuali.
Gli egittologi hanno datato i documenti al 1142 a.C.

Il contesto

La traduzione del testamento di Niut-nekhti, ci offre un quadro di quelli che furono i procedimenti civili giudiziari che coinvolgevano gli antichi egizi e in particolare gli operai e le loro famiglie a Deir el Medina.
Pur trattandosi di semplice gente del popolo, e non di censo nobile, è interessantissimo notare l’uso che viene fatto da essi di documenti scritti.
Inoltre il testamento dimostra il posto che le donne occupavano nella civiltà egizia. Durante la XX dinastia le donne avevano gli stessi diritti di proprietà legale che avevano gli uomini. Anche se le donne normalmente ereditavano beni in quantità minore dalle loro famiglie, comunque ne detenevano totalmente il controllo indipendentemente dal marito.

Metodo di lavoro

Agli allievi del laboratorio, che hanno già frequentato il corso grammaticale triennale, è consegnata tutta l’iscrizione geroglifica.
L’obiettivo del Laboratorio di Filologia Egizia è impegnare gli allievi sulla traslitterazione e sulla traduzione del testo.
Il Corso di Filologia Egizia mette in primo piano lo studio della grammatica e l’abilità di scrivere e leggere il geroglifico. Il Laboratorio, invece, punta sulla traduzione, comprensione e analisi dei testi epigrafici e letterari.

Nella sezione EVENTI si trovano le date, gli orari, la sede e i titoli del corso completo.